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Stories

Una borsa portafortuna

Capitolo 1

Lorenzo per me è come un magnete.

La prima cosa che mi ha colpito di lui è stata la sua voce.

L’ho conosciuto la scorsa settimana alla festa che Rebecca aveva organizzato per l’inaugurazione della sua mostra fotografica. È stata una serata magica.

C’era tanta gente nuova, tutti erano vestiti eleganti, arte e musica dappertutto.

Al momento di andare via, però, mi sono accorta di non avere più con me la mia borsa.

Panico! Dove l’avevo lasciata?

Ho iniziato a cercarla freneticamente ovunque per circa mezzora. Niente.

Chiavi di casa, carte, documenti, trucchi! Tutto perduto.

Già immaginavo la fine della serata alla centrale dei carabinieri per fare la denuncia.

Nel mio disperato tentativo di metterli in condizione di ritrovarmela al più presto, avrei sicuramente portato via ore e ore di tempo al maresciallo. Gli avrei esposto tutte le mie tesi sul presunto ladro alla festa, e la spiegazione del come e del perché una trousse di trucchi contenuta nella borsa possa, oggettivamente, al giorno d’oggi, essere paragonata ad un gioiello di estremo valore per una ragazza.

Quando improvvisamente, sento alle mie spalle qualcuno che dice:

– Eccola, stai tranquilla.

Così, come se mi conoscesse da sempre, la voce calma, profonda di Lorenzo mi è entrata dentro in mezzo secondo e adesso non vuole più uscirne.

Mi giro: che flash!

Un ragazzo con una giacca blu oltremare.

Un tatuaggio sull’avambraccio che si intravede appena tra la manica della giacca e l’orologio mentre mi porge la mia pochette.

Abbassa un attimo gli occhi ma li riporta subito nei miei.

Sarà che davanti a me ho la copia di Riccardo Scamarcio, fatto sta che sto già immaginando il nostro matrimonio… come sarebbe bello se la cerimonia potesse essere organizzata alla basilica di San Miniato al Monte e il ricevimento di nozze alla Loggia del Piazzale Michelangelo, la luna di miele invece…

Ok adesso basta filmini.

Domani sera finalmente ci rivediamo.  Ha scelto un locale nel quartiere di San Niccolò, il mio preferito. È attento ai miei gusti, un ottimo segno. Mi passa pure a prendere sotto casa!

Sembra tutto perfetto, davvero.

A parte un piccolo dettaglio…

Non ho niente da mettermi!

Uscire con una persona che hai appena incontrato e che già ti piace tanto non è affatto semplice.

Ho passato mezzo pomeriggio a cercare di capire come potevo abbinare tutto ciò che trovavo nell’armadio per giungere alla conclusione che… è inspiegabilmente vuoto! O almeno così a me pare.

Avete presente la situazione?

La quantità di problematiche che in questi casi iniziano ad assillarmi la mente sono potenzialmente infinite: quale sarà il look più adatto per apparire meravigliosa ma non dare l’impressione di essere troppo disponibile?

Cosa scelgo: pantaloni o gonna?

Tacco oppure no?

Un esame di statistica all’Università sembra una barzelletta in confronto alla preparazione che intendo mettere in atto per uscire con questo ragazzo.

Inizio a studiare minuziosamente anche il mio aspetto:

Se questo brufolo che ho sul mento non inizia a sfiammarsi, mi serviranno otto chili di correttore e di fondotinta per camuffarlo e poi comunque resta il bozzo! Perché i miei capelli conoscono solo due modi di esistere? O sembrano di paglia o assumono le sembianze di un fungo per l’umidità, si gonfiano tutti, sono orribili… e naturalmente non ho il tempo nè di andare dal parrucchiere né di andare a farmi la manicure!

Per non parlare delle prove di conversazione allo specchio che sistematicamente si tramutano in una sessione di karaoke mentre mi asciugo i capelli cantando con la spazzola al posto del microfono.

Scherzi a parte, nella speranza di rilassarmi un po’ e di trovare ispirazione per il look di stasera, ho deciso di passare da Mimì-Muà in via Gioberti, che per fortuna è vicino a casa mia.

Devo essere una STRAFIGA!

To be continued…

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