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Una borsa portafortuna

Rompere gli schemi

Ho scoperto che a volte è bello essere quella che fa la prima mossa e prendere l’iniziativa con un ragazzo che ti piace per fare qualcosa di nuovo insieme

Ma rompere gli schemi non è sempre facile. Almeno per come sono fatta io.

E così, l’altro giorno, mentre prendevo un caffè nel mio bar preferito in Piazza della Repubblica, un po’ nervosa, cercavo di scrivere un messaggio al cellulare… Volevo invitare Lorenzo a vedere la nuova mostra a Palazzo Strozzi.

Scrivevo e cancellavo, scrivevo e cancellavo.

“Non sarà meglio chiamarlo e dirglielo a voce?”

Cavolo è online!”

“Speriamo non si accorga che sto digitando! Meglio mettere modalità aereo, o penserà che sto scrivendo un papiro.”-Pensavo.

“E se poi non gli piacesse andare nei musei? Passerei per una ragazza noiosa e si stuferebbe di me!”

Alla fine, dopo mezz’ora che pensavo, anche la mia ansia aveva l’ansia 🙂

E dopo aver accompagnato il caffè a ben tre pastine… Mi sono buttata e gli ho inviato il messaggio.

Ne è valsa davvero la pena.

Certo, se fossi riuscita a contenermi mangiando solo una pastina anziché tre sarebbe stato meglio ma pazienza. Infondo l’ansia fa consumare tutto.

Almeno credo.

Dicevo… Se fosse venuto alla mostra insieme a me solo per accontentarmi, o perché quel giorno non aveva niente di meglio da fare, l’avrebbe vista tutta d’un fiato, e frettolosamente.

E invece, questo ragazzo non smette mai di farmi restare a bocca aperta.

Ad ogni installazione della mostra si fermava assieme a me, ed era più curioso di me!

Mentre guardavo queste strane opere moderne piene di specchi e di luci ha un certo punto mi ha preso la mano.

Domandava sempre cosa ne pensassi, e come sempre mi ascoltava. Un ragazzo che ti ascolta con tanta attenzione è una cosa rara!

Parlando di arte e dei nostri gusti, ho scoperto che il suo artista preferito è Chagall… era capace di descrivere la sua tecnica con una tale passione… proprio come se avesse uno dei suoi dipinti davanti agli occhi: “sono leggere le figure che dipingeva Chagall. Le persone non hanno schiene dritte, i volti ed i vestiti sono morbidi. Fluttuano, e nell’aria si avvolgono in un abbraccio. Figure leggere, come le persone che si amano, e quasi si fondono in un abbracci avvolgenti”.

Volevo sposarlo ad ogni parola. È così, quindi, che lui vede l’amore?

Poi abbiamo parlato di altri pittori, e spesso mi contraddiceva, questo gli sembrava troppo raffinato, un altro  troppo popolare… ma era buffo il suo sguardo perplesso.

E la cosa più bella era che anche se sembrava così serio nel contraddirmi, la mano non me la lasciava mai.

Sorridevo, dentro di me perché mi rendevo conto di quanto sotto quella scorza da uomo duro e risoluto che voleva aver ragione, continuava ad esserci quella persona dolce e protettiva che avevo conosciuto.

E alla fine, ho scoperto che è stato bello aver avuto questa piccola discussione. Perchè l’ho conosciuto un po’ di più.

E poi dopo un piccolo litigio… il bello è fare pace.

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