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Una borsa portafortuna

Capitolo 3

È passata una settimana da quando siamo usciti per un aperitivo insieme, e nella testa ho continui flashback di quella sera.

Di solito non avendo la certezza riguardo l’esito di un appuntamento, ho un piano per svignarmela nel caso in cui le cose non andassero bene.

Una ragazza deve pur tutelarsi.

Perciò se mi trovo in difficoltà di solito mando un messaggio alla mia migliore amica, Rebecca, che immediatamente mi chiama al cellulare fingendo un’emergenza che mi costringe ad abbandonare il capo.

Nel corso del tempo, per quanto ne sanno quei poveri ragazzi, il forno di Rebecca è esploso due volte e altre due volte le si è misteriosamente allagato l’appartamento.

Sul numero di volte che si è invece mollata con il fidanzato: no comment! 🙂

Questa volta però è stato tutto diverso. Fin dal primo momento in cui ho incontrato Lorenzo, non vedevo l’ora di passarci ancora altro tempo assieme, da soli.

È arrivato puntualissimo sotto casa mia ma sapete com’è quando si sta per uscire di casa… i dubbi amletici dell’ultimo minuto che sistematicamente ti assalgono la mente, nonostante tu abbia già organizzato tutto per filo e per segno: “ma insomma i tacchi li metto o no?!”.

Temevo che avrebbe fatto il musone per aver aspettato troppo, e invece mi ha accolto subito con una battuta e siamo scoppiati a ridere.

È intelligente, ci sa fare con le persone.

Il tempo insieme è volato.

Non ha mai usato il cellulare mentre eravamo assieme, e questa cosa mi è piaciuta molto.

Avevo la sua completa attenzione, così come lui aveva la mia.

Il dialogo con lui è particolare.

È stato proprio bello il genuino l’interesse che ha mostrato verso la mia personalità e i miei progetti di vita. Ancora una volta mi sono sentita rassicurata e apprezzata.

Ti lascia esprimere.

È calmo e attento.

Dopo l’aperitivo abbiamo passeggiato sul Lungarno, il panorama da Ponte alle Grazie è davvero unico, soprattutto quando c’è il tramonto e si guarda verso Ponte Vecchio.

Ma non è lì che ci siamo baciati…

Siamo tornati indietro verso la macchina, e tutta San Niccolò di solito animata dalle luci dei ristoranti, dalle candele sui tavolini fuori all’aperto, dai giardini e dalle foglie degli alberi che si muovono con il vento… improvvisamente sembrava essersi fermata.

Una sensazione che mi ha fatto ricordare una frase di “Big Fish”, uno dei miei film preferiti: “dicono che quando incontri l’amore della tua vita il tempo si ferma”.

E alla fine di questa serata da sogno, sono tornata a casa e mi sono addormentata sul letto con i tacchi ancora ai piedi e la mia borsa sul comodino.

La prossima settimana vuole cucinare per me.

Chi glielo dice adesso che io mangio un sacco?

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